Nuove norme europee su maternità e lavoro autonomo

30 Ago 2010

Pari opportunitàUn traguardo importante, se si pensa che prima dell'entrata in vigore della direttiva n.41 del 2010, non vi erano norme che regolamentassero e stabilissero linee guida precise su diversi diritti dei lavoratori e delle lavoratrici autonome, in primis il diritto alle prestazioni di maternità di almeno 14 settimane.

Questa legge stabilisce e abroga la precedente direttiva in materia, la 86/613/CEE, per migliorare, oltre alla già vista maternità, lo stato di coniugi dei lavoratori autonomi, con un ampliamento dei diritti per questi ultimi, in modo che vita professionale e privata possano essere meglio armonizzate e sostenute anche attraverso leggi statali.

Stati membri e Comunità Europea

La Comunità Europea lascia agli Stati membri la facoltà di decidere e organizzare il recepimento della direttiva 2010/41/CE in modo conforme alla legislazione nazionale e secondo i sistemi di protezione sociale nazionali. Tuttavia è importante che questi tengano in considerazione lo stato del coniuge che collabora all'attività del lavoratore o imprenditore autonomo.

Pari Opportunità

Altro importante merito della direttiva europea varata il 7 luglio 2010 è la possibilità, per gli Stati, di fare il possibile affinché un dato settore lavorativo possa essere parimente accessibile sia ai lavoratori che alle lavoratrici, anche stabilendo dei vantaggi per l'ingresso del sesso sotto rappresentato.

Prestazioni di maternità

La direttiva 2010/41/CE garantisce maggiori diritti alle gestanti, siano esse lavoratrici autonome, mogli di lavoratori autonomi e, negli Stati in cui è disciplinata la materia, conviventi di lavoratori autonomi. Sono gli Stati membri singolarmente a decidere l'indennità per le prestazioni di maternità.