Inps e contributi da riscatto

18 Ott 2010

Contributi di riscatto per studenti universitariIl senso del contributo da riscatto, previsto dall'Istituto nazionale per le pensioni sociali, è quello di favorire il lavoratore e il trattamento pensionistico dovuto. Come sappiamo, nella vita di ogni persona vi sono dei periodi in cui non sono previsti versamenti ai fini pensionistici. Fra questi vi sono gli anni dedicati allo studio, o i periodi di lavoro passati all'estero.

Anche i congedi familiari, i periodi di maternità e paternità, e tutti i lavori svolti part-time per i quali i contributi non sono stati versati periodicamente, possono essere riscattati e contribuiscono a migliorare il fondo pensionistico individuale.

Chi chiede il riscatto

Il lavoratore o il pensionato che intende richiedere il riscatto per gli anni non contributivi deve farsi carico dell'ammontare totale del riscatto, che è differente a seconda non solo degli anni per i quali si richiede, ma anche in base all'età e al sesso di chi lo richiede.

Riscattare gli anni di studio

Se a fare la richiesta di riscatto è un laureato, gli anni totali ammessi saranno quelli previsti dal corso di studio specifico, non quelli effettivi e individuali. Se il laureato rientra nel vecchio ordinamento, saranno i quattro anni previsti, se la laurea è della tipologia del 3+2, gli anni da riscattare potranno essere 5 in tutto.

Domanda riscatto

Il modulo per la domanda di riscatto può essere richiesta e compilata direttamente presso gli uffici Inps, ricordandosi di allegare tutti i documenti richiesti, rilasciati da Università o datori di lavoro in caso di studenti e lavoratori subordinati. La domanda di riscatto può essere compilata anche da lavoratori autonomi, artigiani, e coltivatori diretti.