Decreto Sviluppo e rinegoziazione mutuo

21 Maggio 2012

Decreto Sviluppo e rinegoziazione mutuoIl Decreto sviluppo (Legge n. 5/2012) prevede delle agevolazioni per le famiglie che, a causa della crisi economica che ha investito l'Italia e che ha provocato un impoverimento globale e una contrazione del mercato del lavoro, non riescono più a pagare la rata del mutuo. Il decreto si riferisce in particolare ai mutui a tasso variabile, che possono essere rinegoziati in mutui a tasso fisso su richiesta del cliente.

La rinegoziazione non può essere negata dall'Istituto di Credito con cui si è stipulato il contratto, è un atto che deve essere eseguito obbligatoriamente, per legge, su richiesta del cliente. La banca non può quindi rifiutare la richiesta, ma deve immediatamente eseguire la modifica del contratto da tasso variabile in fisso, senza aumentare la rata arbitrariamente come accadeva in passato, prima dell'entrata in vigore di questa specifica legge.

Chi può richiedere la rinegoziazione da tasso variabile a fisso?

La rinegoziazione del mutuo da tasso variabile a tasso fisso, senza il pagamento di rate superiori a quelle dovute in precedenza, è stata progettata appositamente per le famiglie in difficoltà, da quelle più colpite dalla crisi che hanno visto diminuire drasticamente il proprio livello di reddito. Può essere quindi richiesta da clienti che abbiano un reddito ISEE inferiore o uguale a 35 mila euro all'anno, e solo per i mutui ipotecari di importo inferiore o uguale ai 200 mila euro.

Modifica del numero di rate

Un'altra importante agevolazione contenuta nel decreto sviluppo è la possibilità di aumentare il periodo di versamento delle rate del mutuo fino a un massimo di cinque anni in più rispetto al contratto originario. In questo modo le famiglie in difficoltà avranno la possibilità di diluire ulteriormente la restituzione del debito verso la banca con cui hanno acceso il mutuo.