BCE e rialzo dei tassi: previsioni conferme e prime conseguenze

20 Giu 2011

È di pochi giorni fa la comunicazione del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea che, come previsto, ha mantenuto invariato il tasso di rifinanziamento pronti contro termine, rimasto al 1,25% per le vendite con patto di riacquisto. Il 7 aprile scorso c'era stato un rialzo del costo del denaro per la prima volta dopo il 2008, (dall' 1% all'attuale 1,25%). Con questa mossa la BCE ha voluto lanciare un forte segnale politico ai governi dei vari paesi dell'UE, con l'obiettivo di responsabilizzarli nei confronti della crisi economica in atto.

Prossime previsioni sul PIL e l'inflazione

Le previsioni per la prossima riunione della BCE, che si terrà nei primi giorni di luglio, parlano di un possibile ulteriore rialzo dei tassi per “fronteggiare il surriscaldamento dell'economia”, che attualmente si trova ad avere un tasso di inflazione preoccupantemente elevato e che tende ancora ad aumentare (gli ultimi dati risalenti al 7 aprile 2011 evidenziano un tasso del 2,6%, con un surplus dello 0,6% rispetto la soglia di sicurezza fissata al 2%).

Il Pil dell'area euro inoltre, sta continuando a ricevere, sempre secondo Trichet, una “costante spinta positiva”.

Gli investitori quindi devono tenere ben presenti entrambi questi fattori nel momento in cui impiegano i propri capitali, in quanto il rendimento reale, al netto dell'inflazione, rischia di essere annullato dai costanti rincari del costo della vita.

È boom delle offerte sui conti deposito

Nelle ultime settimane, proprio a causa di queste previsioni di rialzo, vengono pubblicizzate continuamente nuove promozioni sui conti deposito: le ultime in ordine di tempo, rispettivamente di Banca Ibl e Iwbank, promettono di remunerare le giacenze fino al 4,5% lordo (quindi 3,5% netto), offrendo il tasso piu' alto che ci sia attualmente sul mercato.

Ma ci sarà da fidarsi di quello che dai più è stato denominato ”effetto promozione”?