Standard & Poor's: I titoli di Stato italiani portano giù le banche

23 Set 2011

Standard & Poor'sGli Istituti di Credito italiani hanno all'interno del loro portafoglio un numero di titoli di stato italiani abbastanza corposo da far sì che il giudizio negativo espresso dall'Agenzia di Rating Standard & Poor's, una fra le tre più potenti a livello mondiale, si applichi di riflesso anche all'operato di tali Banche. Fra esse, ad Intesa San Paolo, Mediolanum e BNL, passata da A+ ad A-, che detengono un numero di titoli maggiori delle concorrenti, è stato allineato verso il basso anche il rating. Ciò significa maggiori spread a carico dei clienti nel medio e lungo periodo.

I rischi

A questo si aggiunge l'outlook che, per quindici istituti bancari e aziende di interesse nazionale come la FIAT, passa dopo il declassamento da stabile a negativo, creando incertezza per il futuro e un prevedibile calo degli investimenti. Le banche, secondo l'agenzia, proprio per l'ampio portafoglio di debito sovrano che detengono, sarebbero a rischio di liquidità insufficiente. Il rating negativo significa che tali agenzie di rating reputano, viste le condizioni economiche e politiche, insufficienti le capacità dello stato italiano di pagare i propri debiti, e quindi la non solvibilità, nel medio e lungo termine, di pagare le obbligazioni emesse come titoli di stato alle banche e ai creditori.

Il downgrade delle banche Italiane

Dal 2002 fino al 2011 la capacità delle banche è passata da un outlook positivo all'outlook stabile, fino all'ultimo declassamento (che in gergo tecnico si identifica come downgrade) che ha fatto cadere 15 istituti bancari italiani nello stato di outlook negativo, una situazione pericolosa per la situazione finanziaria nazionale, che mette a rischio la capacità delle banche di garantire sui titoli inseriti nel portafoglio.