Draghi alla BCE: partono i primi tagli

4 Nov 2011

Mario Draghi alla BCELa BCE, secondo il nuovo presidente Mario Draghi, ha bisogno di innovarsi per reagire in maniera ottimale alla crisi dei titoli sovrani dei paesi europei che maggiormente sentono la crisi, in primis la Grecia, ma anche la Spagna e l'Italia stessa. I tagli sono stati decisi, secondo Draghi, da tutto il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, che oggi più che mai deve prendere delle decisioni rapide che possano supportare i mercati e le borse europee.

Un primo segnale positivo è arrivato fin dal giorno in cui la BCE ha annunciato i tagli, il 3 novembre 2011, ma molto c'è ancora da fare per effettuare delle riforme strutturali sul medio e lungo periodo che consentano di tenere bassa l'inflazione e mettere ordine le finanze pubbliche, che ultimamente sono in balia dell'azione delle banche, senza un piano coordinato di ampio respiro.

Il progetto di Draghi e dell'intera BCE è quello di creare un'Europa unita non solo sulla carta, o a livello monetario, ma coordinando degli interventi finanziari che possano realmente sollevare la situazione globale del mercato UE. Proprio per questo motivo, il Referendum greco che fino a pochi giorni fa avrebbe dovuto chiamare il popolo a decidere se adottare o meno le misure di salvataggio imposte dall'Unione Europea è stato cancellato.

Secondo il consiglio degli stati europei infatti la Grecia non potrà più ricevere gli aiuti UE fino a quando non assolverà le correzioni imposte. L'ultimo G20 ha decretato anche che le misure correttive illustrate dall'Italia possono essere importanti e utili, ma solo se verranno applicate in maniera inflessibile, in caso contrario si rischia comunque un collasso finanziario, una crescita del debito pubblico e la conseguente crescita dell'inflazione, che la crisi del mercato del lavoro potrebbe trasformare in un sempre più grave fenomeno di stagflazione, cioè di disoccupazione e assenza del mercato del lavoro cui si aggiunge l'inflazione.