Banche a rischio default

21 Dic 2011

Non sono buone le notizie diffuse pochi giorni fa dalla Banca Centrale Europea, infatti la crisi finanziaria che ha colpito tutti gli stati membri, generata dall'aumento dei debiti di stato, rischia di intaccare anche gli istituti di credito che ovviamente sono legati a doppio filo ai debiti sovrani, attraverso il sistema dei titoli di stato. Per avere un'idea di quanto la crisi sia profonda, il documento ufficiale della BCE descrive la situazione come peggiore di quella che investì il gruppo Lehman Brothers che collassando provoco la crisi finanziaria USA nel 2008.

Per evitare questo collasso, la Banca Centrale Europea ha istituito un fondo di liquidità illimitato per gli istituti di credito europei, che potrà essere utilizzato nei prossimi tre anni. Questo eviterà la catastrofica conseguenza del credit crunch, letteralmente la contrazione del credito. Infatti un aumento dei tassi d'interesse bancari in questo momento di crisi avrebbe come conseguenza non l'assestamento del mercato finanziario, ma un'ulteriore crisi di liquidità, che metterebbe in ginocchio il sistema di investimenti dell'intera Euro Zona.

Non bisogna bloccare il credito a PMI

Secondo il presidente della BCE, Mario Draghi, una politica di ricapitalizzazione a opera degli istituti di credito europeo, causerebbe un problema di accesso al credito alle piccole e medie imprese e alle famiglie, un rischio che deve essere scongiurato per non entrare in stagnazione economica, con un aumento de tassi d'interesse e in contemporanea una maggiore inflazione. Il fondo di liquidità è insomma l'unico strumento che, secondo le stime, potrebbe salvare l'economia reale e la produttività in Europa.